Sex education

In questa reclusione forzata da pandemia , ho finito di vedere la serie di Netflix , sex education .

Devo dire che ne sono rimasto ben impressionato sia per la performance a livello di recitazione dei vari artisti, sia degli argomenti trattati , che vanno dall’ approccio al sesso di giovani liceali ,alle tematiche concernenti le problematiche comuni agli adolescenti come i flirt tra giovanissimi coetanei o i rapporti tra genitori e figli o rapporti LGBT .

Tra tutti gli interpreti spiccano , a mio avviso per recitazione e originalità dei personaggi impersonati, Emma Mackey (Maive) ed Ncuti Gatwa (Eric) .

Comunque in generale ottimo cast e bella sceneggiatura .

Il graffio sull’ anima .

Hai mai sentito un graffio sull’anima? È come passare le unghia sul vetro o la mano sul fustagno come, da piccolo sui pantaloni che mia madre mi comprava, lo odiavo.

La sensazione viscida di blocco dovuta ad una situazione oleosa, densa,come le sabbie mobili.

Come se ne esce?

Guardando fuori, non permettendo alla spiacevole sensazione di sedurti , di ammaliarti e quindi di assecondarla come la tua coperta di Linus ,in una illusoria luna di fiele .

In foto dipinto di Roberta Betti .

Odiatori nei social.

La rabbia di oggi è dovuta al modo di organizzare la società.

Un buco nell’ anima dato dalla frustrazione sociale data dall’ atomizzazione che l’ individuo subisce dal bombardamento d’ informazioni , di colori tanto da creare fotofobie se si considera che sono caricate in rete, qualche miliardo di foto , crea i famosi odiatori che hanno nei social l’ unico modo di sfogo, e di credersi vivi e presenti nella società .

Il conformista . O dell’italiano medio.

A qualche anno dalla scomparsa di Bertolucci mi son deciso a vedere uno dei suoi film più famosi.

Freddo e spietato come il marmo del palazzo della civiltà romana , il dottor Clerici , vittima e carnefice di un Italia alle prese con la più colossale tragedia del secolo trascorso , con il suo cinismo ,forse sentimento cresciuto in lui per le sofferenze patite e per l’ ambiente familiare che lo ha reso impermeabile ai moralismi che una cultura cristiana potrebbe evocare dinanzi alla sua figura , e lo stereotipo dell’ italiano tipico , quindi conformista e molto attuale , che è pronto a salire sempre sul carro del vincitore .

Salire .

Una mattina svegliandomi non c’è più nessuno , solo una scala che mi porta su, verso il cielo oltre la siepe , inizio a salire dapprima un po’ spaventato poiché non so dove andare dato che ogni mio punto di riferimento è svanito , sento solo una grande quiete che mi pervade l’ anima , il cuore, le membra.

Rinfrancato da questa sensazione positiva, salgo non pensando a tutto ciò una volta fosse quello che mi proteggeva ma ora sarebbe solo la mia coperta di Linus.